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RILANCIO DEL SSN, LE PROPOSTE STRATEGICHE DI ALFREDO SEPE

Alfredo Sepe

Alfredo Sepe denuncia la crisi strutturale del personale sanitario, causata da anni di disattenzione istituzionale, blocchi normativi e una gestione disorganica da parte di Stato e Regioni. Il personale è demotivato, sotto-organico e poco valorizzato, con effetti gravi sulla qualità e sull’equità dell’assistenza.

Il documento di sintesi propone un piano articolato in cinque assi strategici:

1. Attrattività e fidelizzazione del personale

Per arrestare l’emorragia di professionisti e garantire un servizio di qualità, è fondamentale:

  • Aumento delle retribuzioni agli standard dei paesi OCSE e superamento dei vincoli normativi che impediscono la crescita salariale (es. art. 23 d.lgs 75/2017);
  • Sgravio contributivo per incentivare l’assunzione di personale e la sua permanenza all’interno del sistema pubblico, riducendo il carico fiscale e facilitando la gestione delle risorse umane nel SSN;
  • Detassazione stabile al 5% per gli straordinari e i premi di risultato, al fine di premiare i professionisti che mettono a disposizione ore extra per colmare le carenze strutturali e rispondere alle emergenze del sistema sanitario.

2. Emergenza infermieristica e benessere lavorativo

  • Piani straordinari di assunzione, con incentivi economici e di carriera per chi lavora in aree disagiate o reparti ad alta intensità;
  • Promozione del benessere lavorativo, attraverso politiche di prevenzione del burnout e di sostegno psicologico, con focus sulla qualità della vita lavorativa e l’organizzazione del lavoro;
  • Stop al vincolo di esclusività e apertura all’intramoenia anche per i professionisti non medici, per aumentare l’attrattività della professione e valorizzare le competenze specialistiche, migliorando la qualità delle cure e riducendo la pressione sugli ospedali pubblici.

3. Adeguamento dei Profili Professionali

  • Aggiornamento degli attuali profili professionali per garantire che siano al passo con le innovazioni scientifiche e tecnologiche e che riflettano le reali esigenze del sistema sanitario moderno;
  • Potenziamento dell’autonomia professionale, con l’introduzione di percorsi di screening e prevenzione, per dare ai professionisti il ruolo di protagonisti nella promozione della salute pubblica e nel miglioramento della qualità delle cure.

4. Digitalizzazione e automazione al servizio dei lavoratori

  • Digitalizzazione funzionale per ridurre il carico burocratico, migliorare l’efficienza e liberare tempo per le attività assistenziali dirette, permettendo un miglior utilizzo delle risorse umane nel sistema sanitario;
  • Investire in tecnologie digitali accessibili e interoperabili, coinvolgendo il personale sanitario nei processi decisionali per creare un sistema sanitario più agile e orientato ai bisogni dei cittadini.

5. Lavori usuranti e previdenza

Urge una revisione della normativa sui lavori usuranti per riconoscere come tali le professioni sanitarie più esposte a rischi e stress, come infermieri, operatori socio-sanitari e medici, e di estendere la previdenza per i lavoratori usuranti. Questo intervento mira a:

  • Riconoscere a pieno titolo la gravosità dei lavori nel settore sanitario. Dare la possibilità di un pensionamento anticipato per chi ha svolto attività particolarmente usuranti;
  • Migliorare le prestazioni previdenziali, favorendo il benessere fisico e psicologico dei professionisti attraverso adeguate tutele. Evitando l’esodo prematuro dal SSN a causa della fatica accumulata nel corso degli anni.

Conclusione

Va condannata l’inerzia delle istituzioni e la complicità di parte del sindacalismo confederale, colpevoli di aver firmato contratti inadeguati e accettato compromessi al ribasso. Va rivendicato un cambio radicale. Proposte concrete e non negoziabili per il rilancio del sistema sanitario pubblico, mettendo al centro i professionisti e il diritto alla salute dei cittadini. La sanità pubblica non può più attendere.

Alfredo Sepe

Segretario Regionale Confsal Fials Emilia-Romagna

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