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EMERGENZA CLIMATICA, SEPE: “SERVE UNA LEGGE PER PROTEGGERE I LAVORATORI DELLA SANITÁ DAL CALDO ESTREMO”

Sepe

Con l’estate ormai alle porte e le temperature già sopra la media stagionale, si ripropone con urgenza il tema della tutela dei lavoratori della sanità esposti quotidianamente agli effetti del caldo estremo. L’emergenza climatica non è un concetto astratto: è una realtà che si vive nei reparti ospedalieri, nelle ambulanze, nei servizi territoriali, dove il personale sanitario lavora spesso in condizioni ambientali critiche, senza protezioni adeguate.

Gli studi scientifici parlano chiaro: il caldo intenso aumenta il rischio di collassi, disidratazione, cali di concentrazione e affaticamento fisico, riducendo la sicurezza sul lavoro e la qualità dell’assistenza. Il fenomeno si aggrava in ambienti come i pronto soccorso sovraffollati, le residenze sanitarie assistite (RSA) con sistemi di climatizzazione inadeguati, o durante le visite domiciliari in abitazioni prive di ventilazione.

Nonostante la crescente consapevolezza del cambiamento climatico, manca ancora una normativa nazionale che obblighi le strutture sanitarie pubbliche e private ad adottare misure di prevenzione per proteggere chi lavora a stretto contatto con la sofferenza, in condizioni sempre più estreme.

Le richieste del Segretario Sepe

Cosa chiediamo:

Una legge nazionale che riconosca l’impatto del caldo estremo sulla salute e sicurezza dei lavoratori della sanità.

Linee guida obbligatorie per garantire adeguate condizioni microclimatiche nei luoghi di cura e nei mezzi di soccorso.

Piani di prevenzione aziendali, con sorveglianza attiva durante i mesi estivi e la fornitura di DPI specifici per il caldo.

Formazione del personale sanitario su come proteggersi dai rischi termici e riconoscere tempestivamente i sintomi di colpo di calore.

Misure di flessibilità oraria e pause rinfrescanti nei turni più critici, anche attraverso il rafforzamento degli organici.

La crisi climatica è già una crisi sanitaria. Chi si prende cura degli altri deve poterlo fare in condizioni sicure. Non possiamo più permetterci di rimandare: servono tutele concrete e immediate. Il caldo uccide, anche dentro gli ospedali.

È tempo di agire. È tempo di una legge.

Alfredo Sepe, Segretario Regionale Confsal Fials Emilia-Romagna

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