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CHIUSI 125 OSPEDALI IN 10 ANNI: LA SANITÀ PUBBLICA È MORTA

sanità pubblica

La fotografia della sanità pubblica in Italia non è per niente entusiasmante, anzi, a tratti tragica. Possiamo affermare, senza alcun dubbio, che la sanità pubblica nel nostro Paese sia morta. Anzi sia stata uccisa da dirigenti che hanno anteposto gli interessi personali al bene collettivo. Tesi, peraltro, supportata da numeri che tratteggiano quanto accade da 10 anni a questa parte.

L’equazione è semplice: meno ospedali pubblici, più strutture private. Senza contare uno scenario sempre più povero di pediatri, medici di continuità assistenziale e medici di famiglia. Dopo il boom figlio della pandemia, sono stati tagliati ben 20mila posti. Inoltre, come si legge sull’annuario statistico del Ssn del Ministero della Salute per l’anno 2021, sono stati chiusi ben 125 ospedali in 10 anni. Un dato, come detto, davvero allarmante.

Mettiamo in parallelo la situazione sanitaria nel 2011 e quella relativa al suddetto 2021: da 1120 ospedali il numero è sceso drasticamente a 995. Senza tralasciare che sono state abbassate le serrande anche delle strutture per l’assistenza specialistica ambulatoriale. Da 9481 a 8778 unità, per intenderci.

Il post-Covid, in parole povere, è stato contraddistinto da tagli su tagli operati dai vari governi che si sono succeduti in quel di Roma. Andando, però, a riempire le tasche delle aziende Big Pharma. Paghiamo tasse per un diritto alla salute che non esiste più.

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